Il gioco d’azzardo, quando assume una forma compulsiva, può trasformarsi in un vero e proprio problema di vita , che agisce in modo distruttivo sulla persona, ma anche sulle sue relazioni familiari, sul lavoro, sul benessere psicologico. Se ti trovi a sperimentare:
un impulso incontrollabile a giocare, nonostante le conseguenze negative;
pensieri ossessivi legati alla scommessa, al recupero delle perdite, all’uscita dal debito;
perdita di piacere o interesse per altre attività perché “tutto ruota attorno al gioco”;
senso di colpa, vergogna, isolamento, o difficoltà nei rapporti affettivi;
ricorso al gioco come unico modo per evadere da ansia, tristezza, solitudine…
… allora potrebbe trattarsi di Gioco d’azzardo patologico (GAP).
Affrontare il gioco d’azzardo patologico significa innanzitutto riconoscere il problema, ridare voce ai propri vissuti, elaborare i fattori scatenanti: emozioni, pensieri,
relazioni.
Nel mio approccio utilizzo strumenti integrati di cura psicologica: come la terapia cognitivo-comportamentale, la EMDR e altre modalità mirate per ricostruire la capacità di scelta libera,
restaurare il controllo e riallineare la propria vita su valori autentici.
Affidarsi a un percorso terapeutico significa:
uscire dal ciclo del colpevolizzarsi e del nascondersi;
decifrare i significati personali del gioco (alternativa di fuga, risposta a un vuoto, sostituto di relazione);
ricostruire legami interrotti o deteriorati;
recuperare autonomia, fiducia in sé, motivazione verso altri obiettivi.
Se senti che il gioco ti sta sottraendo energie, relazioni e progetti, contattami per una prima consulenza: è possibile intraprendere un percorso verso una vita più libera e più piena.